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Figli ikikomori: consulenza e sostegno psicologico ai genitori per prevenire il ritiro sociale
Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di hikikomori, un termine giapponese che significa letteralmente “stare in disparte”. Indica una forma di ritiro sociale volontario e prolungato, che porta adolescenti o giovani adulti a isolarsi gradualmente dal mondo esterno fino a rimanere chiusi nella propria stanza, interrompendo rapporti con amici, scuola e, in alcuni casi, persino con la famiglia.
Hikikomori: la situazione in Italia
Il fenomeno non riguarda più solo il Giappone. Anche in Italia l’isolamento sociale volontario è in crescita: secondo stime recenti, sarebbero circa 100.000 i giovani che vivono condizioni di ritiro sociale grave (Hikikomori Italia, 2023). L’età di esordio si colloca spesso tra i 14 e i 18 anni, ma casi di ritiro sono stati segnalati anche in età universitaria.
I fattori che favoriscono l’hikikomori nel nostro Paese includono:
pressioni scolastiche e difficoltà di rendimento;
episodi di bullismo o esclusione sociale;
l’uso eccessivo della tecnologia come rifugio;
dinamiche familiari caratterizzate da conflitti o incomprensioni.
Questi dati ci ricordano che non si tratta di un fenomeno marginale, ma di una realtà che coinvolge sempre più famiglie, spesso impreparate ad affrontarla.
Perché è fondamentale prevenire
Il ritiro sociale raramente avviene dall’oggi al domani. È piuttosto un processo graduale, fatto di piccoli segnali che spesso i genitori faticano a riconoscere subito. Alcuni campanelli d’allarme possono essere:
difficoltà a frequentare regolarmente la scuola;
aumento delle ore trascorse da soli, soprattutto online;
progressiva riduzione delle uscite con amici o attività extrascolastiche;
irritabilità o chiusura rispetto alle richieste familiari;
perdita di motivazione o interessi.
Se questi segnali vengono sottovalutati, il rischio è che l’isolamento diventi sempre più radicato, rendendo il percorso di recupero più lungo e complesso. Prevenire, quindi, significa intervenire precocemente, quando il giovane mantiene ancora un certo grado di apertura verso l’esterno.
Il ruolo dei genitori e dello psicologo
Molti genitori pensano che si tratti solo di una fase passeggera. Ma chiedere un sostegno psicologico già nei primi momenti di ritiro può fare la differenza.
Lo psicologo può aiutare a:
comprendere meglio le difficoltà del figlio;
offrire strategie comunicative efficaci per ridurre conflitti e incomprensioni;
mantenere e rafforzare il legame genitore-figlio;
prevenire che il ritiro diventi totale e duraturo;
supportare l’adolescente nel ritrovare gradualmente motivazione e fiducia.
In questa prospettiva, offro consulenza e sostegno psicologico ai genitori che si trovano di fronte ai primi segnali di ritiro sociale dei figli. Attraverso colloqui dedicati, accompagno le famiglie a riconoscere e comprendere il fenomeno, fornendo strumenti pratici per affrontarlo con maggiore consapevolezza e senza sentirsi soli in questo percorso.
Conclusione
L’hikikomori non è un capriccio, né una semplice ribellione adolescenziale: è un segnale di disagio profondo che merita attenzione e comprensione. Rivolgersi a un professionista fin dai primi segnali di isolamento è un atto di cura e responsabilità, che può impedire al problema di diventare cronico e restituire al figlio la possibilità di crescere e sperimentarsi nel mondo.
Prevenire è davvero meglio che curare: non aspettare che l’isolamento diventi totale. Ogni passo fatto oggi può essere una porta aperta verso il futuro.
👉 Se riconosci alcuni di questi segnali in tuo figlio e desideri capire meglio come affrontarli, puoi contattarmi per una prima consulenza: insieme valuteremo la situazione e individueremo strategie efficaci per sostenere tuo figlio e la tua famiglia.
www.elisabettamaschio.it/portfolio/supporto-isolamento-sociale/
Riferimenti bibliografici
Hikikomori Italia (2023). Report nazionale sul fenomeno in Italia. www.hikikomoriitalia.it
Kato, T. A., Kanba, S., & Teo, A. R. (2019). Hikikomori: Multidimensional understanding, assessment, and future international perspectives. Psychiatry and Clinical Neurosciences, 73(8), 427–440.
Ranieri, F. (2020). Hikikomori. I giovani che non escono di casa. Raffaello Cortina Editore.
Ricci, G. (2022). Hikikomori in Italia: analisi del fenomeno e possibili interventi di prevenzione. Psicologia Clinica dello Sviluppo, 26(3), 521-534.
Teo, A. R., & Gaw, A. C. (2010). Hikikomori, a Japanese culture-bound syndrome of social withdrawal? A proposal for DSM-5. The Journal of Nervous and Mental Disease, 198(6), 444–449.
